Blue Sky Riders – Finally Home

Blue Sky Riders

Qualche mese fa ho appreso la straordinaria notizia di un nuovo progetto discografico in cui vedeva coinvolto uno dei miei miti West Coast … Kenny Loggins. Questo progetto prende il nome di Blue Sky Riders ed il sua opera prima “Finally Home“.
Apprendo i nomi dei restanti componenti del gruppo: Georgia Middleman e Gary Burr.
Prendo ulteriori informazioni e scopro che Gary Burr è stato membro del gruppo Pure Prairie League dal 1982 al 1985. Ha inoltre scritto e prodotto numerosi lavori in ambito country per artisti di grande rilievo: Garth Brooks, LeAnn Rimes, Collin Raye, Patty Loveless, John Berry, “Bus Ride”- Suzy Bogguss, Tim McGraw, Billy Ray Cyrus, Faith Hill, Lynyrd Skynyrd. Ha prodotto parte dell’album “Back With a Heart” del 1998 di Olivia Newton-John.
Georgia Middleman ha tre album all’attivo nel periodo di inizio millennio e alcune collaborazioni importanti quali Radney Foster, The Kinleys, Keith Urban, Tracy Lawrence, Sarah Buxton.
Inizio l’Ascolto appurando che tutte le tracks sono composte dal trio con pochissime eccezioni.

Scoppiettante inizio con “I’m A Rider (Finally Home)” una country/rock song molto piacevole, cantata in prevalenza da Gary Burr. Gli interventi di Kenny Loggins sono molto piacevoli ma, purtroppo, poca cosa. Si evidenzia il cambio di ritmo con il cantato di Kenny. Personalmente amo questo genere e la track la trovo molto bella. Peccato perché Kenny avrebbe potuto contribuire maggiormente …. alla grande.

How’s That Workin’ For Ya” è una bella ballata cantata da Kenny e supportata dalle piacevoli voci intrecciate dei due restanti compari e dai vari interventi di chitarra. Richiama alcune cose dell’ultimo Kenny solista.

Little Victories” è cantata prevalentemente da Georgia Middleman ed è una pura “Kenny Song” anche più della precedente. Molto struggente. La mia preferita ma sono molto di parte. Infatti vede la collaborazione aggiuntiva, nella sola fase compositiva, di Richard Marx, amico di Kenny. Bellissima track anche se a mio parere la Lead Vocal di Loggins avrebbe reso sicuramente meglio (chiedo umilmente perdono alla ragazza).

Buon ritmo per “Just Say Yes“, una ulteriore track dalla chiara impronta “Kenny Loggins”. Questa volta siamo nel periodo anni ’80/90. Ballabile.

Feelin’ Brave” ha l’inizio dai sapori irlandesi e della terra di frontiera, ai margini delle prateria del West ma con un brusco “ritorno” alle sonorità tipiche anni ’70. Infatti, il richiamo al periodo Loggins & Messina è molto forte. Ci sono tutti gli ingredienti presenti in “Mother Lode”. Cambi di ritmo si susseguono a intrecci vocali e armoniosi cori, con interventi di violino e strumenti tipici country/folk. Un perla d’altri tempi.

La successiva song, “You’re Not The Boss Of Me“, cade nel banale della country pop song di mestiere ma con alcuni chiari riferimenti al passato di Kenny che un pò la salvano dall’anonimato.

Cantata prevalentemente da Gary Burr con il supporto di Georgia, “Another Spring” è una ballata country molto da chart USA. Sono i pochi interventi vocali di Kenny a renderla speciale.

Dream” è il primo singolo estratto e risulta molto pop. Prevale la voce femminile. Molto intriganti gli stacchi. Sound accattivante. Molto bella.

Arriviamo a “A Thousand Wild Horses“, ballata di Gary con solo chitarra, voce e poco più. Kenny praticamente inesistente. Senza infamia e senza lode.

I Get it” è una tipica canzoncina country/pop. Svetta la voce di Kenny che qua e la fa breccia nelle trame del brano. Interessante il momento di Kenny con anche un bel lavoro di batteria. Rispetto all’interezza del pezzo è poca cosa … però.

Arriviamo a “Say I Like it“, un brano che ricorda gli Eagles ultima maniera soprattutto per l’intreccio delle chitarre. Sarà anche e soprattutto per la presenza della slide di Joe Walsh in evidenza e del gradevole sax in accompagnamento. Cantata da Georgia, Kenny si sente mooooolto in lontananza nei cori di accompagnamento.

Improvvisamente ci ritroviamo immersi nel puro “Loggins sound”. “Windeer Woman” capolavoro del nostro. Interamente eseguito dalla sua voce con solo alcuni interventi in backing vocals da parte dei due “soci”.
Cosa dire? Ballata “chitarra e voce” da urlo. Ricorda gli anni d’oro e le composizioni anni 70. Perla di rara bellezza. A ribadire le grandi doti canore e di songwriter di Kenny. Perfetta!

As Lucky Would Have It” è una track piacevole di country rock americano caratterizzata da un buon impasto vocale del trio anche se “vince” il gentil sesso. Prevale, infatti, la voce di Georgia. Stupendo l’intervento vocale di Kenny prima del piacevole intermezzo strumentale.

In “You Took The Words (Right Outta My Mouth)” prevale la voce di Garry. Pop song carina e di mestiere. Solite armonie vocali in evidenza. Bello lo stacco finale ma niente più.

Arriviamo all’ultima track ma non è una vera novità. “How About Now” è già presente sul Cd di Kenny del 2008 qui in versione country. Cantata proprio da Kenny con i soliti interventi armonici dei compagni. Preferisco la versione originale….sorry!

Registrato tra Los Angeles e Nashville, al disco partecipano, oltre al già citato Joe Walsh, diversi session man tra cui Dan Dugmore, George Hawkins Jr, Michael Rhodes, Peter Asher e Scott Bernard.
In definitiva è un lavoro molto piacevole. Chi ama veramente Kenny non sarà molto contento in quanto sono presenti diversi elementi “estranei” al mondo Loggins e più indirizzati alle chart Americane ed alla pop/country music di “mestiere”, ovvero quella che spesso si ascolta e si dimentica nel giro di una stagione.
Personalmente lo considero un ottimo lavoro, anche perché non disdegno affatto il Country/Rock anche con deviazioni pop. Apprezzo questo progetto di fusione creativa tra tre elementi diversi. Penso che vada fatto un plauso a Kenny per questa interessante iniziativa e perchè è quello che ci mette più credibilità. I veri capolavori hanno la sua netta impronta musicale, ovvero “Windeer Woman“, “Feelin’ Brave“, “Little Victories” e “How’s That Workin’ For Ya“. Consigliato agli amanti di Kenny e delle ballate West Coast sognanti. In ricordo del concerto di Milano al mai dimenticato “Teatro Ciak”.

 

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